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I Software Autodesk |
C’è grande partecipazione tra le persone raccolte nella sala riunione dell’ufficio tecnico al terzo piano della palazzina di BCS, importante marchio italiano nell’ambito delle macchine agricole. Per tutte le persone coinvolte infatti è importante spiegare le motivazioni e le finalità della scelta di Autodesk Inventor Series, il programma software per la progettazione tridimensionale, che l’azienda ha deciso di acquistare per evolvere dal sistema 2D offerto da AutoCAD Esigenza improcastinabile «Eravamo tutti convinti che i tempi fossero maturi per dare il via all’operazione di ammodernamento degli strumenti a disposizione dell’ufficio tecnico – esordisce Roberto Gilardi, una lunga esperienza nell’ambito motociclistico riversata, per ragioni logistiche e di “qualità della vita”, a vantaggio delle macchine agricole – dal momento che i limiti prestazionali del programma utilizzato, sia dal punto di vista dell’operatività interna che nei confronti dei fornitori, erano stati raggiunti. «AutoCAD installato precedentemente, aveva dato ottima prova di sé dimostrandosi uno strumento di lavoro valido, efficace, funzionale alle nostre esigenze, in grado di reggere il confronto con le nuove release che, in questi anni, sono state presentate da Autodesk.
Ma l’esigenza di migrare dal CAD 2D a quello tridimensionale per introdurre nuove modalità progettuali e mettere in condizione il progettista di comunicare agli altri le sue idee in modo più rapido e sicuro, era diventata così forte e pressante da arrivare alla proprietà, che si è dichiarata disponibile all’investimento. Ad una condizione: ponderare le scelte per evitare, facendosi prendere la mano su proposte avveniristiche, di ripetere l’errore che aveva portato a investire, anni prima, all’acquisto di tre licenze di un CAD tridimensionale che, alle enormi potenzialità, abbinava una complessità almeno pari, e che, calato in una realtà non strutturata a riceverlo, si era dimostrato un investimento economicamente molto pesante e dai risultati modesti». È così iniziata da parte dell’ingegner Fabrizio Omodeo Vanone, project engineer di BCS, la ricerca della soluzione che più e meglio rispondesse alle esigenze dell’azienda di Abbiategrasso. Un miglioramento sia in termini qualitativi con una maggiore accuratezza e ottimizzazione del progetto, sia in termini di riduzione del time to market, sia in uno stimolo a dare più spazio alla creatività.
Dopo la prima selezione sono rimasti in lizza 5 pacchetti software, che sono poi i nomi che vanno per la maggiore, dei quali abbiamo chiesto di preparare una dimostrazione pratica». Una scelta ponderata «Alla fine abbiamo scelto Autodesk Inventor Series – prosegue Omodeo - prima di tutto perché, avendo seguito lo sviluppo del programma dalla nascita, avevamo chiara la percezione che questo prodotto avesse recuperato il ritardo iniziale e fosse arrivato a livelli pari o anche superiori a quelli della concorrenza più titolata; in secondo luogo perché abbiamo toccato con mano, grazie alla capacità del dimostratore, le caratteristiche del programma che più ci interessano, vale a dire la grande versatilità, il particolare orientamento alla meccanica e la non comune facilità di utilizzo e, infine, ma non ultimo, la politica storica di Autodesk che ha sempre assicurato una grande continuità ai propri prodotti. L’investimento economico è risultato notevole – sottolinea Gilardi - anche perché in un’ottica di massima omogeneità e completa intercambiabilità del personale dell’ufficio, abbiamo deciso di by-passare l’esperienza di un ambiente pilota da condurre con un paio di disegnatori, per passare in massa al nuovo programma.
Qui ad Abbiategrasso siamo strutturati in tre gruppi di lavoro, ognuno dedicato a una linea di prodotto, seppur flessibili e aperti, che rispondono a tre responsabili di progettazione e sviluppo prodotto. A Luzzara c’è un unico gruppo che si occupa di trattori. In totale abbiamo una ventina tra progettisti e disegnatori. A questi vanno aggiunte le persone che si occupano di prototipi e prove sia qui che a Luzzara per un totale di altre quindici persone. La migrazione al nuovo programma ha richiesto anche la sostituzione delle macchine, ormai obsolete, con altro hardware più potente. Alla fine abbiamo siglato un accordo che con Roberto Zanforlini della Sinergy, società del Canale di Rivendita Autorizzato Autodesk, e che comprende oltre venti licenze di software, alcune workstation Fujitsu Siemens e i relativi servizi. Il software di progettazione 3D Autodesk Inventor Series – spiega Zanforlini – consente di passare alla progettazione 3D in tempi rapidi e proteggere gli investimenti effettuati nei disegni e nelle conoscenze della progettazione 2D con la certezza di utilizzare la piattaforma più compatibile con il formato DWG disponibile sul mercato». È evidente che un’operazione di questa portata non può essere sviluppata in modo casuale.
Spiega Omodeo: «Abbiamo definito un programma di lavoro per imparare a conoscere le caratteristiche e le potenzialità del programma, per evitare che il passaggio dal 2D al 3D fosse vissuto con difficoltà e stress dalle persone coinvolte. Da noi questo non è accaduto e l’impressione di facilità d’uso del prodotto, grazie all’interfaccia user-friendly, che abbiamo avuto già con la workstation in prova è stata ampiamente confermata. Anche l’ipotesi che avevamo fatto di un periodo di fermo o comunque di degrado pesante dell’attività dell’ufficio tecnico conseguente a questo cambiamento, non si è verificata - aggiunge Gilardi. Già adesso possiamo affermare che l’ufficio tecnico ha subito un rallentamento trascurabile della propria attività grazie anche alla doppia opzione di poter continuare a operare in un ambiente bidimensionale già ben noto. Il tempo di adattamento è veramente ridotto – conferma Omodeo. Non sarà facile quantificare il risparmio di tempo in fase progettuale, sicuramente la progettazione diventerà più precisa e di qualità elevata riducendo a zero gli errori che ripercuotendosi sulle fasi a valle comportano grandi perdite di tempo.
Questo, riconfermando la centralità dell’area tecnica dell’azienda, ci permetterà di offrire un prodotto sempre in linea con le accresciute aspettative di qualità del mercato, e degli utenti. Siamo anche sicuri che ci sarà un’estensione dell’utilizzo di questo prodotto in ambito non squisitamente progettuale, per esempio per la realizzazione di esplosi per tavole ricambi riducendo i tempi di redazione e facilitando la preparazione dei manuali. Ci sono altre possibilità di utilizzo che ci sembrano interessanti: per esempio la realizzazione di sequenze di montaggio e la scelta di immagini da usare a scopo marketing e pubblicitario. Siamo convinti che sia stata una scelta vincente – conclude Gilardi - e che la conoscenza e la familiarità permetteranno di apprezzare e sfruttare l’evoluzione del prodotto già prevista in termini prestazionali e funzionali». |