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OMSO SpA                                                                   Dove Reggio Emilia, RE
Prodotti Autodesk:
Autodesk Inventor Series e Autodesk Productstream
Mission
Macchine per la stampa su oggetti

 

OMSO: sceglie il 3D di Autodesk  per competere nello scenario economico odierno, caratterizzato da un processo inarrestabile di apertura ai mercati esteri, le aziende manufatturiere italiane devono puntare ad una riduzione dei costi di produzione, accompagnata da un innalzamento del livello qualitativo dei propri prodotti. Sembra condividere questa considerazione anche l’azienda leader in Italia nella realizzazione di macchine per la stampa su oggetti: OMSO Spa ha infatti recentemente deciso di investire in tecnologia nell’ambito dell’ufficio tecnico.   

L’azienda Omso progetta e produce ormai da oltre cinquanta anni macchine ad alta tecnologia per la stampa su oggetti e contenitori di forme e dimensioni variabili. L’esperienza pluriennale ha permesso all’azienda di porsi ai vertici del settore e di ottenere riconoscimenti come la certificazione di qualità in conformità alla normativa UNI EN ISO 9001/2000. La produzione si rivolge in particolare a due fondamentali tipologie di macchine: per la stampa offset a secco e per la stampa serigrafica. Una fitta rete di rappresentanza e la partecipazione alle più importanti manifestazioni fieristiche internazionali permettono all’azienda di raggiungere i mercati di tutto il mondo, a cominciare da Germania, Francia, Regno Unito, Stati Uniti, fino all’estremo oriente ed ai paesi sudamericani. OMSO può annoverare fra i suoi clienti le più importanti aziende appartenenti ai settori più differenti: dall’alimentare al farmaceutico, dal settore della cosmesi a quello dei giocattoli. La sede principale, a Reggio Emilia, si estende su oltre 11.000 mq e conta oltre 110 dipendenti.    

Le esigenze 
In linea con il mantenimento di standard qualitativi competitivi, il management di OMSO ha recentemente deciso di investire in tecnologia, passando da una progettazione che sfruttava strumenti CAD 2D ad un processo di sviluppo prodotto fondato sull’integrazione tra strumenti CAD 2D e 3D, affiancati da un software PDM (Product Data Management) per la gestione dei dati di progetto. Abbiamo incontrato l’ing. Paolo Ferrari, Technical Manager di OMSO, che ci ha raccontato le finalità di questo progetto: “L’obiettivo primario era quello di elevare la qualità progettuale. La nostra azienda commercializza da tanti anni i propri prodotti in tutto il mondo: i temi più caldi del momento, come quello relativo alla competizione globale dei paesi emergenti, rappresentano per noi da tempo motivo di dibattito al nostro interno. Il livello qualitativo e tecnologico dei nostri prodotti, insieme alla produttività, possono determinare le quote di mercato all’estero: ecco spiegato il motivo principale della scelta di un rinnovamento tecnologico nell’ambito dell’ufficio tecnico. La maggior produttività consente di diminuire i prezzi e liberare le risorse necessarie all’innovazione; mentre una qualità più elevata rende beni e servizi più richiesti da parte del mercato”.   
Dall’ottimizzazione delle spese per la gestione dei dati all’accelerazione del ciclo di sviluppo dei nuovi prodotti, dallo snellimento del processo di progettazione alla condivisione delle informazioni in modo semplice ed immediato: non mancano certo i motivi a favore della progettazione tridimensionale. Orientarsi all’interno del mercato CAD, determinando la soluzione più adatta alle proprie esigenze, non è sempre facile, e richiede un processo di analisi che può durare mesi e deve tenere conto di diversi fattori. “Nel 2004 – racconta Ferrari - decidemmo di iniziare a valutare alcuni software CAD 3D. Dopo un’attenta analisi delle tante possibili soluzioni presenti sul mercato, la scelta è ricaduta sui prodotti CAD e PDM sviluppati da Autodesk. Inventor infatti garantiva un apprendimento rapido, capacità di gestire assiemi di grandi dimensioni e compatibilità con il formato .dwg, ormai uno standard nel nostro mercato”.  “Inoltre –prosegue Ferrari - si pose il problema dello “storico” sviluppato interamente in 2D con Gbg; da qui la necessità di affidarsi ad un system integrator in grado di guidare la migrazione del nostro “storico” verso la progettazione tridimensionale e con competenze in ambito PDM”. La scelta di Prisma TECH, system integrator con sede a Bologna e filiali a Padova e Milano, sembra aver soddisfatto il direttore tecnico di OMSO. OMSO ha implementato all’interno dell’ufficio tecnico 10 licenze di Autodesk Inventor Series, 5 licenze di Autodesk Inventor Professional (che include funzionalità specifiche per la progettazione di cablaggi, cavi, tubi e tubazioni), dotando tutte e 15 le postazioni con il PDM Autodesk Productstream Compass.   Risultati
“Lo sviluppo della prima macchina rappresenta senza dubbio un traguardo raggiunto. A dicembre 2005, infatti, abbiamo presentato al mercato il nostro primo impianto interamente progettato in 3D: Servotube 137UV, è una macchina ad elevata produttività – fino a 150 pezzi al minuto - adatta per la stampa in quadricromia sia di tipo serigrafico che flessografico”. “Nel prossimo futuro – prosegue Ferrari - ci aspetta invece un’integrazione sempre maggiore del CAD con Autodesk Productstream Compass, la soluzione PDM su cui abbiamo investito e su cui nei prossimi mesi lavoreremo parecchio onde rendere lo strumento operativo al 100%”. Torniamo invece alle problematiche legate al cambiamento del modus operandi in Progettazione. “Nell’ottica di realizzare un processo di reale rinnovamento, da cui sia possibile trarre vantaggi tangibili anche nel breve periodo, è buona norma verificare il livello generale di informatizzazione di un’azienda. Il cambiamento del paradigma progettuale può determinare difficoltà da parte dei dipendenti, occorre quindi agevolare il più possibile l’adattamento a nuove metodologie di lavoro: la scelta di Autodesk Inventor si è rilevata vincente anche perché risulta essere uno strumento user-friendly. Questo ne facilita l’introduzione in ufficio tecnico. La mentalità del personale rappresenta infatti l’elemento più critico di un simile mutamento ed obbliga qualsiasi azienda ad un’attenta valutazione dei tempi e dei modi in cui operare tale cambiamento. Il passaggio dal 2D al 3D di solito è vissuto con difficoltà dalle persone coinvolte. Da noi questo non è accaduto nonostante il passaggio sia veramente importante e richieda un modo completamente nuovo di approcciare i progetti.” A seguito di un processo di rinnovamento tecnologico, determinante è verificare il ritorno dell’investimento, quantificando i risparmi in termini di tempo e di inefficienze. “Abbiamo ridotto del 30% il tempo di realizzazione delle macchine; inoltre si è verificata una drastica riduzione degli errori, valutabile intorno al 50%, questo perché la progettazione con Autodesk Inventor diviene assolutamente più precisa e di qualità elevata riducendo a zero gli errori che, ripercuotendosi sulle fasi a valle del processo di Sviluppo Prodotto, comportano generalmente grandi perdite di tempo”. Questi i risultati a distanza di un solo anno.“Crediamo fermamente – conclude Ferrari - che l’utilizzo dei nuovi sw installati possa portare vantaggi a diversi comparti aziendali: abbiamo infatti constatato che Autodesk Inventor agevola la creazione di presentazioni a scopi commerciali di qualità elevata e pensiamo che, in futuro, possa aiutarci a migliorare anche in fase di Assistenza al Cliente”